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Ambiente - Green Power


Criteri sempre più restrittivi per quanto riguarda le acque, le emissioni in atmosfera, i rifiuti, l’ambiente di lavoro impongono numerosi adempimenti. Industrie ed attività artigianali che utilizzano impianti con emissioni devono rispettare dei vincoli imposti dalla normativa vigente.

Eufisia è in grado di affiancare le aziende nell’iter procedurale per l’ottenimento delle autorizzazioni dell’impianto e nel renderlo conforme ai requisiti normativi, curando i rapporti con gli enti preposti, fornendo supporto tecnico e normativo e propone consulenza. 

• Assistenza continuativa per la gestione delle problematiche ambientali di siti produttivi

•  Valutazione di conformità del sito produttivo alle norme relative al settore ambientale

•  Consulenze tecniche sugli impianti antinquinamento

•  Elaborazione autorizzazione integrata ambientale

• Elaborazione autorizzazione degli scarichi idrici

• Elaborazione autorizzazione alle emissioni in atmosfera 

04_EUFISIA (ambiente) from Eufisia on Vimeo.

NORMATIVA

Autorizzazione Integrata Ambientale

Autorizzazione Scarichi Idrici

Autorizzazione Emissioni in Atmosfera


L'Unione europea ha adottato nel 1996 la direttiva IPPC (96/61/CE del Consiglio), oggi sostituita dalla direttiva 2008/01/CE. In Italia tale direttiva è stata recepita con il D.Lgs. 18 febbraio 2005, n. 59, ora abrogato dal Dlgs 128/10 e ricompreso con modifiche nel Dlgs 152/06, che disciplina il rilascio, il rinnovo e il riesame dell'Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) degli impianti coinvolti. La Regione in attuazione della Direttiva IPPC ha approvato la L.R. 21/2004 con la quale ha attribuito il ruolo di "Autorità competente" alle Province e si è riservata un ruolo di indirizzo con la emanazione di direttive applicative. La normativa IPPC è basata su tre cardini fondamentali:

- L'approccio integrato, che implica che le autorizzazioni devono prendere in considerazione l'impatto ambientale nella sua interezza, comprendendo emissioni in aria, acqua e suolo, produzione di rifiuti, utilizzo di risorse, efficienza energetica, rumore, radiazioni, vibrazioni, prevenzione degli incidenti e ripristino del sito dopo la chiusura, con lo scopo di conseguire un'elevata protezione dell'ambiente nel suo complesso;

- Le BAT (best available techniques). Le condizioni delle autorizzazioni devono essere basate sulle migliori tecniche disponibili (MTD);


- Le condizioni locali. Le autorità competenti, per il rilascio delle autorizzazioni, tengono conto delle caratteristiche tecniche dell'impianto, della localizzazione geografica e delle condizioni ambientali locali. La normativa IPPC prevede inoltre un'ampia partecipazione del pubblico poichè la popolazione ha diritto di partecipare al processo decisionale ed essere informata delle conseguenze; in linea anche con i principi della convenzione di Aarhus, la Regione Emilia-Romagna cura la pubblicazione on-line delle autorizzazioni di competenza regionale e prevede di implementare la pubblicazione dei report periodici inviati dai gestori degli impianti e dei rapporti delle ispezioni di ARPA.

La disciplina degli scarichi costituisce una delle componenti principali della normativa per la tutela delle acque dall'inquinamento ed è regolamentata dal D.Lgs. 152/06 e successive modificazioni (Norme in materia ambientale) Parte terza.

I pilastri su cui si basa la regolamentazione degli scarichi sono l'obbligo di autorizzazione e il rispetto dei limiti di emissione, fissati in funzione degli obiettivi di qualità dei corpi idrici. Risulta inoltre di fondamentale importanza l'adeguamento dei sistemi di fognatura, collettamento e depurazione degli scarichi nell'ambito del servizio idrico integrato.


Al fine di una miglior comprensione di tale disciplina si riporta la definizione di scarico (art. 74 del D.Lgs. 152/2006): "qualsiasi immissione effettuata esclusivamente tramite un sistema stabile di collettamento che collega senza soluzione di continuità il ciclo di produzione del refluo con il corpo ricettore acque superficiali, sul suolo, nel sottosuolo e in rete fognaria, indipendentemente dalla loro natura inquinante, anche sottoposte a preventivo trattamento di depurazione."

Gli scarichi possono essere suddivisi in funzione della tipologia di acque reflue scaricate o del recapito, parametri in base ai quali sono definiti le tabelle di riferimento con i limiti di legge e la disciplina autorizzatoria. 

Normativa regionale

Il quadro normativo delineato dal D.Lgs. 152/2006, è arricchito da varie norme regionali alcune antecedenti (e fatte salve per quanto non in contrasto) e altre emanate in attuazione di disposizioni contenute nel decreto.

Gli impianti e le attività che producono emissioni in atmosfera di sostanze inquinanti sono soggetti alle prescrizioni indicate nel D.L.gs. 152 del 3 aprile 2006 Parte V (prevenzione e limitazione delle emissioni in atmosfera di impianti e attività) e successive modifiche (D.Lgs del 29 giugno 2010). Per impianto si intende (art. 268 comma h) del D.L.gs. 152/06) il macchinario o il sistema o l’insieme di macchinari o di sistemi costituiti da una struttura fissa dotata di autonomia funzionale in quanto destinato ad una specifica attività; la specifica attività a cui è destinato il macchinario può costituire la fase di un ciclo produttivo più ampio”. In questo senso anche gli impianti termici civili ricadono nell’ambito di applicazione del decreto. Qualora sia necessario realizzare degli interventi (nuova installazione, trasferimento, modifica, modifica sostanziale) il gestore è tenuto a presentare all’autorità competente che può essere la regione o la provincia autonoma o la diversa autorità indicata dalla legge regionale quale autorità competente al rilascio dell’autorizzazione alle emissioni e all’adozione degli altri provvedimenti previsti dal decreto. Per le piattaforme off-shore e per i terminali di rigassificazione di gas naturale liquefatto off-shore, l’autorità competente è il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio; per gli impianti sottoposti ad autorizzazione integrata ambientale e per gli adempimenti a questa connessi, l’autorità competente è quella che rilascia tale autorizzazione. Il gestore che intende installare un impianto nuovo o trasferire un impianto da un luogo ad un altro (art. 269 del D.L.gs. 152/06) presenta all’autorità competente una domanda di autorizzazione, accompagnata dal progetto dell’impianto in cui sono descritte la specifica attività a cui l’impianto è destinato, le tecniche adottate per limitare le emissioni e la quantità e la qualità di tali emissioni, le modalità di esercizio e la quantità, il tipo e le caratteristiche merceologiche dei combustibili di cui si prevede l’utilizzo, nonché, per gli impianti soggetti a tale condizione, il minimo tecnico definito tramite i parametri di impianto che lo caratterizzano, e da una relazione tecnica che descrive il complessivo ciclo produttivo in cui si inserisce la specifica attività cui l’impianto e’ destinato ed indica il periodo previsto intercorrente tra la messa in esercizio e la messa a regime dell’impianto. Il gestore che intende sottoporre un impianto ad una modifica, che comporti una variazione di quanto indicato nel progetto o nella relazione tecnica presentata al momento della costruzione o per il rilascio di autorizzazioni esistenti, anche relativa alle modalità di esercizio o ai combustibili utilizzati, ne dà comunicazione all’autorità competente o, se la modifica e’ sostanziale, presenta una domanda di aggiornamento. Per modifica sostanziale si intende quella che comporta un aumento o una variazione qualitativa delle emissioni o che altera le condizioni di convogliabilità tecnica delle stesse .Qualsiasi modifica è comunque da considerarsi modifica sostanziale in presenza di sostanze cancerogene, tossiche per la riproduzione o mutagene o di sostanze di tossicità e cumulabilità particolarmente elevate, come individuate dalla parte ll dell’Allegato l alla parte quinta del D.L.gs. 152/06.